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Corporate & Legal

Permessi 104 e congedo: limiti e controlli

Permessi Legge 104 e congedo straordinario: limiti, differenze e controlli investigativi

I permessi della Legge 104 e il congedo straordinario consentono ai lavoratori di assistere una persona con disabilità grave. Hanno però requisiti, durata e modalità di utilizzo differenti, che incidono anche sulla valutazione di un eventuale abuso.

Per un’azienda, comprendere queste differenze è essenziale prima di avviare controlli. L’assenza del dipendente dall’abitazione del familiare non dimostra, da sola, un’irregolarità: occorre ricostruire il rapporto tra il beneficio utilizzato e l’assistenza effettivamente prestata.

Un’agenzia investigativa può contribuire a questa verifica attraverso accertamenti mirati e documentati, nel rispetto dei diritti del lavoratore e della persona assistita.

Permessi 104 e congedo straordinario: quali sono le differenze?

I permessi per assistere un familiare sono disciplinati dall’articolo 33 della Legge 104/1992. Il congedo straordinario retribuito, spesso chiamato “congedo 104”, trova invece la propria disciplina nell’articolo 42 del D.Lgs. 151/2001.

Aspetto Permessi 104 per assistenza Congedo straordinario Durata Di regola, tre giorni al mese, anche frazionabili in ore secondo le regole applicabili Fino a due anni, continuativi o frazionati, nei limiti complessivi previsti Finalità Consentire l’assistenza attraverso assenze dal lavoro Consentire un periodo di assistenza più ampio e continuativo Convivenza Non è un requisito generale Di regola richiesta; sono previste eccezioni, in particolare per i genitori Beneficiari Soggetti individuati dalla legge Soggetti individuati secondo uno specifico ordine di priorità Trattamento economico Permessi retribuiti Indennità calcolata secondo le regole di legge, entro un massimale

Per i permessi, più aventi diritto possono alternarsi nell’assistenza alla stessa persona, condividendo il limite complessivo dei tre giorni mensili. Questa regola non comporta un’identica libertà di alternanza nel congedo straordinario, che mantiene una disciplina distinta. Riferimento: circolare INPS n. 39/2023, riprodotta da Certifico.

L’articolo riguarda i benefici utilizzati per assistere un’altra persona: i permessi del lavoratore con disabilità per sé stesso richiedono una valutazione differente.

Cosa si può fare durante i permessi 104?

L’assistenza comprende anche attività svolte fuori dall’abitazione del familiare. Acquistare farmaci, fare la spesa per l’assistito, accompagnarlo a una visita o occuparsi di incombenze necessarie può essere coerente con la finalità del permesso.

Non esiste un obbligo generale di rimanere accanto alla persona assistita per ogni minuto della giornata. Per i permessi giornalieri, inoltre, l’assistenza non deve necessariamente coincidere integralmente con il turno di lavoro.

La Cassazione, con l’ordinanza n. 26514 dell’11 ottobre 2024, ha ribadito che l’assistenza va intesa in senso ampio e che non può essere valutata attraverso una rigida sovrapposizione tra orario lavorativo e attività di cura. Approfondimento sulla pronuncia.

Questo non trasforma il permesso in una giornata liberamente utilizzabile: deve restare concreto il collegamento con le esigenze della persona assistita.

Quando l’utilizzo dei permessi può diventare un abuso?

L’abuso può configurarsi quando il beneficio viene impiegato per finalità estranee all’assistenza, violando la ragione per cui è riconosciuto.

Un’attività lavorativa parallela, un viaggio personale o un impegno ricreativo possono assumere rilievo quando le circostanze dimostrano che hanno sostituito l’assistenza dovuta. La valutazione deve però considerare durata, contesto e attività effettivamente svolte.

Una breve sosta o un singolo spostamento non consentono conclusioni automatiche. Anche l’assistenza prestata in altre fasce della giornata può essere decisiva: l’ordinanza n. 23185 del 12 agosto 2025 ha confermato la rilevanza dell’assistenza serale e notturna nel caso esaminato. Analisi dell’Osservatorio Malattie Rare.

Congedo straordinario: si può uscire o dedicare tempo a sé stessi?

Anche durante il congedo straordinario sono possibili spazi per le esigenze personali. Tuttavia, il periodo di assenza deve conservare la propria funzione di assistenza continuativa al familiare.

La Cassazione, nella sentenza n. 19580 del 19 luglio 2019, ha chiarito che occorre salvaguardare nel complesso la continuità dell’intervento assistenziale e la relazione quotidiana di cura. Nel caso esaminato assumeva rilievo un allontanamento significativo, con soggiorno a molti chilometri dall’assistito.

Uscire per un’esigenza personale e assentarsi a lungo interrompendo l’assistenza sono situazioni da valutare diversamente. La presenza di altre persone disponibili ad aiutare non rende automaticamente legittimo qualsiasi allontanamento del beneficiario. Testo della sentenza n. 19580/2019.

Il datore di lavoro può incaricare un’agenzia investigativa?

Sì, può ricorrere a un’agenzia investigativa autorizzata per verificare condotte potenzialmente illecite connesse all’utilizzo dei benefici.

Il controllo deve riguardare il possibile abuso e rispettare i limiti posti dallo Statuto dei lavoratori e dalla normativa sulla protezione dei dati. L’investigatore non può essere impiegato per una generica sorveglianza dell’adempimento della prestazione lavorativa.

L’ordinanza della Cassazione n. 2157 del 30 gennaio 2025 ha ribadito la legittimità dei controlli investigativi finalizzati all’accertamento dell’uso improprio dei permessi nel caso esaminato. Commento di Cassa Forense alla pronuncia.

Cosa può documentare concretamente un investigatore privato?

Nell’ambito di un incarico lecito, un’agenzia può svolgere osservazioni e raccogliere documentazione pertinente, anche fotografica, nel rispetto dei limiti applicabili.

L’attività può contribuire a ricostruire:

spostamenti e permanenze nei periodi oggetto di verifica; attività osservabili e relative circostanze; eventuali condotte apparentemente incompatibili con la finalità assistenziale; elementi utili a confermare oppure a ridimensionare il sospetto iniziale.

Il risultato deve distinguere chiaramente fatti osservati, informazioni documentali e aspetti non verificati. Per esempio, vedere un dipendente entrare in un supermercato non permette, da solo, di stabilire per chi stia facendo acquisti.

L’incarico deve essere scritto e indicare il diritto da tutelare, i fatti che giustificano l’indagine e un termine ragionevole. La raccolta dei dati deve essere proporzionata e limitata a quanto necessario. Non sono consentiti accessi abusivi a telefoni, account o banche dati, né intrusioni illecite nella vita privata. Regole deontologiche del Garante Privacy, articoli 8–10.

Quando è utile rivolgersi a un’agenzia investigativa?

Una verifica professionale può essere utile quando l’azienda dispone di elementi specifici da chiarire, come segnalazioni circostanziate di attività incompatibili con l’assistenza o incongruenze documentabili.

La semplice frequenza delle assenze, oppure la richiesta di permessi vicino al fine settimana, non dimostra un abuso. Prima di avviare accertamenti è opportuno identificare il beneficio utilizzato, le date interessate e il contenuto concreto del dubbio.

Per Ethix Investigazioni, il valore di una verifica risiede nella possibilità di fornire all’azienda una ricostruzione attendibile, sulla quale confrontarsi con il proprio legale. Un’indagine utile può anche evidenziare che gli elementi disponibili non sostengono il sospetto.

La relazione investigativa permette di licenziare il dipendente?

Il licenziamento non è una conseguenza automatica della relazione investigativa. Un abuso provato può assumere rilevanza disciplinare fino alla giusta causa, ma occorre valutare gravità, circostanze, prove e giustificazioni del lavoratore.

Gli elementi raccolti devono essere esaminati con il legale, rispettando la procedura disciplinare. In caso di controversia, il loro valore probatorio e la legittimità del provvedimento saranno valutati dal giudice. Riferimento alla Cassazione n. 2157/2025.

Ethix Investigazioni: valutare un sospetto con elementi concreti

Se la tua azienda deve chiarire un possibile uso improprio dei permessi 104 o del congedo straordinario, contatta Ethix Investigazioni a Milano per una valutazione riservata del caso.

Il primo passo è comprendere le circostanze e individuare quali accertamenti possano essere pertinenti alla tutela dell’azienda, tenendo conto dei diritti delle persone coinvolte.

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